New Renaissance, Volume 9, No. 1, issue 27 by Sparrow Details »
Abstract Expressionist New York
The Museum of Modern Art, October 3, 2010–April 11, 2011
Filmed by Plowshares Media
Images courtesy of Pollock-Krasner Foundation; Artists Rights Society (ARS), New York; Nina Leen; Time & Life Pictures; Getty Images; and The Museum of Modern Art and The Museum of Modern Art Archives, New York © 2010 The Museum of Modern Art
Gutai. Dipingere con il tempo e lo spazio. Questo il titolo di una grande mostra a Lugano inauguratasi il 23 ottobre scorso e visitabile fino il prossimo 20 febbraio 2011 dedicata a uno dei più importanti movimenti artistici del Secondo Dopo Guerra. Details »
Edward Hopper – Night Windows (1928)
Luc Ferrari – Presque Rien N°2, Ainsi Continue La Nuit Dans Ma Tàte Multiple A (1995)
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L’arte è automodificazione, è ciò che altera la mente, e la mente è nel mondo e costituisce un fatto sociale. Noi cambieremo in modo meraviglioso se accetteremo le incertezze del cambiamento: e questo condizionerà qualsiasi attività di progettazione. Questo è un valore. L’arte, così concepita, è la forma piena della capacità di mettersi in gioco, e a rischio. Non c’è né automanifestazione né autoconoscenza, poiché c’è, tutto al contrario, autorinnovamento. Importa rivoluzionare se stessi, e non esibirsi né comprendersi. L’arte è soltanto e sempre “esperienza”, e “esperienza sociale”. E avere “esperienza” del mondo, di sé e delle cose, questo importa, perché questo modifica noi e il mondo, e dobbiamo essere preparati all’esperienza, non tramite la comprensione di qualcosa, ma piuttosto aprendo la nostra mente.
John Cage – Lettera a uno sconosciuto
Attualmente la società è invasa da milioni di input. È impossibile mettersi in discussione e ragionare a fondo su ciò che è utile e ciò che non lo è. Date queste premesse è impossibile pensare di riuscire a basare la propria vita sul vuoto, ma è possibile pensare che questo possa essere alla base dell’attività e della creatività, così come lo sono il bianco o il silenzio. Nella maggior parte dei casi, chiunque si trovi davanti a una tela bianca prova una sensazione di smarrimento. Se il bianco, così come lo hanno definito Malevič o Kandinsky, è la rappresentazione dell’infinito, tale sensazione di smarrimento è giustificata perché davanti all’infinito qualsiasi cosa può accadere e tutti hanno paura di ciò che non conoscono o non comprendono. Ma il silenzio non esprime affatto questa paura bensì l’accettazione che qualsiasi cosa può accadere in quel vuoto.
4’33’’ è un modo particolarmente immediato per ascoltare quanto c’è da ascoltare.
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Il Treno Di John Cage – Bologna, 26 giugno 1978
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