Silent footage of Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Lucien Carr, and others in New York, Summer 1959. The location is in and around the Harmony Bar & Restaurant at E 9th St. and 3rd Ave. Others seen are Mary Frank (wife of film-maker Robert Frank) and children Pablo and Andrea, as well as Lucien’s wife Francesca Carr and their three sons, Simon, Caleb and Ethan. Does anyone recognise any of the others?
Articoli marcati con tag ‘new york’
THE/SHAPE/OF/JAZZ/TO/COME#86
mercoledì, 21 luglio 2010“Damn the Rules, it’s the Feeling that Counts.”
John Coltrane (Hamlet, 23 settembre 1926 – New York, 17 luglio 1967)
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THE/SHAPE/OF/JAZZ/TO/COME#28
lunedì, 28 dicembre 2009Inverno alla Grand Central Station
Come Jack London, Stringer è un narratore autodidatta di prima grandezza ed è sopravvissuto senza rancori e pieno di speranza all’estrema povertà, alla mancanza di un tetto sopra la testa e alla tossicodipendenza. I racconti di Lee Stringer sono cupamente avvincenti. Parlano di come i relitti umani più inutili, più sradicati e inquietanti di New York riescano a rimanere in vita giorno dopo giorno. Sono veri e propri reportage, non opere di fantasia. L’autore, che in ogni racconto è anche uno dei personaggi, per anni e anni è stato un reietto privo di dignità e rispetto di sé almeno quanto i suoi protagonisti. Però, proprio quando si faceva di crack, raccoglieva i vuoti delle lattine per un nichelino al pezzo e veniva cacciato dalla metropolitana perché distribuiva Street News, un settimanale di paria e su paria come lui, Lee Stringer scoprì un nuovo sballo. E cioè scrivere per quel giornale. Si conquistò uno scopo nella vita, si liberò della tossicodipendenza. Quest’uomo sa scrivere. (Dall’Introduzione di Kurt Vonnegut)
THE/SHAPE/OF/JAZZ/TO/COME#16
domenica, 8 novembre 2009Considerato uno dei migliori nuovi filmaker “statunitensi” (spagnolo trapiantato in USA da solo un paio d’anni). Scrivono sul suo più recente cortometraggio “175″:
“The railroads have for ever gripped the imagination of those filmmakers who don’t see the camera as a story-telling machine but as an instrument to discover those aspects of reality that one overlooks in everyday life. With the experimental ‘175′, David Guttierez Camps films himself into the the tradition of New York independents like Shirley Clarke and Rudolph & Jacob Burckhardt and explores the natural abstractions that present themselves during a subway trip through the Capital of the World. Lights, sounds and visual rhythm unite in a kinetic snapshot, and movement itself becomes a representation of all the things that can happen in five New York minutes”.
Mads Mikkelsen, film curator.
“Le ferrovie hanno afferrato da sempre la fantasia di registi che non considerano la cinepresa come una macchina per lo story-telling, ma come uno strumento per scoprire certi aspetti della realtà che si affacciano nella vita quotidiana. Con la sperimentazione ‘175′, David Gutierrez Camps entra nella tradizione dei filmakers indipendenti di New York come Shirley Clarke e Rudolph & Jacob Burckhardt, esplorando le astrazioni naturali che si presentano durante un viaggio in metropolitana attraverso la capitale del mondo. Luci, suoni e ritmo visivo si uniscono in una istantanea cinetica, e il movimento stesso diventa una rappresentazione di tutte le cose che possono accadere in cinque minuti a New York”.
Se non siete ancora convinti, buttate un occhio qua.


